Webinar: “DSA: DIVENIRE, SENTIRE, ACCOGLIERE” – Giovedì 8 Ottobre 2020 –

Webinar: “DSA: DIVENIRE, SENTIRE, ACCOGLIERE” - Giovedì 8 Ottobre 2020 -

“Ogni studente suona il suo strumento, non c’è niente da fare. La cosa difficile è conoscere bene i nostri musicisti e trovare l’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova la stessa sinfonia” (da “Diario di scuola”, 2008, Daniel Pennac)

Nel webinar tenuto dalle dott.sse Silvia Ceriani e Claudia Compagno sono state analizzate le seguenti tematiche:

  • Che cosa sono i DSA?
  • Quali sono i segnali?
  • Quali emozioni possono accompagnare bambini e ragazzi con DSA?
  • Cosa posso fare come genitore? E come insegnante?
  • Quando e perchè può essere utile un trattamento, un potenziamento cognitivo o un tutor DSA?

Che cosa sono i DSA?

I DSA sono Disturbi Specifici dell’Apprendimento che coinvolgono l’abilità di lettura, di scrittura e di calcolo e sono conosciuti con il nome di:

  • Dislessia, che indica la difficoltà di lettura
  • Disgrafia e disortografia, che riguardano le difficoltà di scrittura
  • Discalculia, che interessa la difficoltà di calcolo

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento:

  • Sono specifici perchè riguardano alcuni processi di apprendimento, cioè automatismi che non si sviluppano durante il percorso scolastico
  • Sono in divenire, cioè si evolvono nel corso del tempo
  • Hanno un’origine neurobiologica: parliamo di “neurodiversità”, di caratteristiche individuali e non di “patologia”

Una persona con DSA possiede intelligenza e capacità cognitive adeguate alla sua età ma può ritrovarsi ad apprendere con difficoltà e a ritmo più lento rispetto ai suoi coetanei perchè fatica e disperde energie a causa delle sue caratteristiche individuali di apprendimento che la didattica in quel momento non asseconda.

La legge n.170 del 2010 riconosce e descrive quattro disturbi dell’apprendimento, sottolinea la necessità di diagnosi rapide e affidabili e di percorsi di abilitazione efficaci e, inoltre, descrive le norme e i criteri precisi per identificare precocemente i DSA e dare supporto nella scuola e all’università alle persone con DSA.

La Dislessia

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Lo studente con dislessia legge con più lentezza e difficoltà rispetto alla norma dei bambini di pari età e scolarità; si possono notare infatti difficoltà di lettura delle lettere, delle parole o non-parole (parole inesistenti nella nostra lingua, senza alcun significato) e di interi brani.

Il bambino, in questo caso, commette errori diversi, ad esempio scambia le vocali o le consonanti, salta e omette delle lettere, riduce le parole o aggiunge lettere alle parole, salta le righe mentre legge, scrive con fatica, scambia le vocali e le consonanti (spesso quelle visivamente o fonologicamente simili come d-p o p-q) e fatica a copiare alla lavagna o lo fa con lentezza.

La Disortografia

La disortografia è il disturbo specifico che coinvolge la correttezza della scrittura, cioè l’ortografia come capacità di scrivere correttamente i suoni e le parole della propria lingua.

Gli errori possono essere fonologici oppure non fonologici: tra i primi si può riscontrare “t” al posto di “d”, “b” al posto di “v”, aggiunta o mancanza di lettere e sillabe e inversioni di lettere all’interno di una parola; tra gli errori non fonologici si trova, ad esempio, “la voro” invece di “lavoro”, “o” al posto di “ho”, “qucina” invece di “cucina”, aggiunta o omissione di lettere doppie.

Lo studente può commettere errori come: scambio di grafema (“cane” per “pane”), inversioni (“al” per “la”), grafemi inesatti (“ragi” per “ragni”), omissione di lettere o sillabe (“Lara” per “Laura”), aggiunta di lettere o sillabe (“corinice” per “cornice”), separazioni (“in sieme” per “insieme”), fusioni (“lamamma” per “la mamma”), scambio di grafemi omofoni (“quore” per “cuore”) e omissioni o aggiunte del grafema h (“lagho” per “lago”).

La Disgrafia

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Questo disturbo coinvolge la grafia, rendendo la scrittura illeggibile e poco fluente e varia in base all’età della persona.

La disgrafia può essere caratterizzata da un’impugnatura e una postura inadeguate, da una pressione poco controllata e da una cattiva gestione dello spazio sul foglio.

La Discalculia

La discalculia riguarda le abilità di numero e di calcolo e si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.

I segnali della discalculia possono essere identificati con la fatica nel riconoscere le quantità, la difficoltà a ordinare i numeri e a distinguerli in minore/maggiore, la fatica nel calcolo a mente, la confusione dei numeri (ad esempio il 6 per il 9 e viceversa), la difficoltà nel risolvere operazioni e nel memorizzare le tabelline.

Prima della diagnosi…

Prima della diagnosi il bambino si trova in uno stato di confusione in quanto riconosce di impegnarsi ma non riesce a ottenere buoni risultati. Le reazioni possibili di fronte a questo stato confusionario possono essere: evitamento, disimpegno, ansia, chiusura, opposizione/attacco, vergogna, tristezza e bassa autostima. Questi stati emotivi portano alla costruzione di un’immagine di sé negativa, basata su un senso di inferiorità e inadeguatezza.

Le persone che circondano lo studente con difficoltà, a loro volta, possono sviluppare un’immagine del bambino che lo vede come disattento, pigro, svogliato e meno capace degli altri ma le certezze scientificamente condivise affermano che l’interazione tra difficoltà scolastiche e componenti emotive e relazionali della persona può portare al rafforzamento dei disturbi e il fallimento legato all’insuccesso scolastico influenza la percezione che il bambino ha di sé.

L’importanza della diagnosi

Nel caso di DSA, la diagnosi può avere una forte influenza positiva in quanto determina la certificazione e il riconoscimento di una difficoltà.

La diagnosi permette di determinare le funzioni compromesse e individua le potenzialità, i fattori ambientali, le condizioni emotive dell’utente nonchè l’eventuale presenza di altre difficoltà. Con la diagnosi vengono determinati i criteri di esclusione (patologie neurologiche, psicopatologie preesistenti, deficit visivi/uditivi, deficit cognitivi, carenti condizioni d’istruzione) e i criteri di inclusione (disabilità significativa nella lettura, scrittura, calcolo; disturbi del linguaggio; familiarità)

Cosa posso fare come genitore? E come insegnante?

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Come genitore, può essere utile parlare con il proprio figlio, ascoltarlo e sostenerlo nelle attività scolastiche a casa quando possibile. Fondamentale risulta inoltre mantenere i contatti e collaborare con la scuola e i professionisti, impegnandosi a rispettare i ruoli, cercando di non diventare insegnanti per il proprio figlio. È importante che i genitori non si sentano colpevoli ma che insegnino ai loro figli credendoci loro stessi per primi.

L’insegnante può aiutare lo studente a mantenere la motivazione e l’interesse verso l’attività scolastica, sottolineando i progressi dell’alunno per aumentarne l’autostima. L’insegnante dovrebbe inoltre impegnarsi a rispondere a domande o dubbi del proprio alunno e favorire l’uso di strumenti compensativi e, come i genitori, dovrebbe dedicarsi ad attuare un lavoro di rete con famiglia e professionisti coinvolti. In aggiunta, può essere utile trovare strategie alternative per la valutazione e creare delle occasioni di confronto in classe.

Cosa fare dopo la diagnosi?

Dopo la diagnosi, la famiglia, la scuola e i professionisti coinvolti si mobilitano per rispondere in maniera tempestiva ed efficace ai bisogni specifici dell’alunno. Il trattamento DSA è un insieme di azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato allo scopo di favorire la migliore evoluzione possibile, fornire strumenti per imparare ad usare strategie alternative ed evitare che si sviluppino ulteriori forme di disagio. Il trattamento deve essere globale, precoce e continuo.

Lo specialista che possiede specifiche competenze metodologiche, didattiche e relazionali sui DSA è il tutor DSA, il quale aiuta gli studenti ad acquisire un metodo di studio efficace, utilizzare al meglio gli strumenti compensativi, accrescere l’autonomia, l’autostima e il senso di autoefficacia. Il tutor DSA riveste inoltre il ruolo di mediatore tra famiglia e scuola.

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