Lo Sportello di Ascolto Psicologico

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“Se le relazioni sono il luogo in cui lo sviluppo prende vie sbagliate, allora le relazioni sono anche il luogo in cui facilmente lo sviluppo può essere corretto”
(David Howe, 2005, p. 278).

Lo Sportello d’Ascolto Psicologico è un servizio messo a disposizione dalle Scuole di vario ordine e grado; esso si configura come una “porta aperta” e uno “spazio dedicato” agli alunni che vivono un momento di difficoltà, di confusione, di fragilità o di dubbio riguardo allo studio, agli amici, alla famiglia, all’amore, al mondo della rete e di internet e a tutte quelle tematiche tipicamente adolescenziali. Questo contesto offre agli studenti l’opportunità di apprendere modalità di funzionamento più vantaggiose per il proprio benessere e, allo stesso tempo, consente di effettuare prevenzione rispetto alle situazioni di rischio che possono presentarsi.
In ottica di prevenzione e di promozione del benessere, lo sportello di ascolto persegue dunque l’obiettivo di migliorare la qualità della vita degli studenti, degli insegnanti e dei genitori, favorendo benessere, successo e piacere nella scuola e promuovendo le capacità relazionali. E’, come vedremo, un’occasione per i ragazzi di poter avere uno spazio e un tempo speciale per loro, dove vengono accolti e ascoltati, andando anche oltre le apparenze.

Oggi si pensa all’adolescenza come una fase da “temere”: i ragazzi disturbano, si nascondono, portano paura e devastazione; tuttavia sotto quell’aria minacciosa e sbruffona, quasi di sfida, giace talvolta un dolore profondo, una ferita emotiva che ha bisogno di essere curata. (Taransaud, 2014). Fu Donald Winnicott a descrivere la delinquenza come un “segno di speranza”, un SOS, un grido di aiuto, un desiderio infantile di avere un ambiente stabile (1967).

Rispetto a ciò la scuola, se aperta al dialogo e al confronto, può rappresentare un ambiente privilegiato, sia per l’individuazione di situazioni di “crisi”, sia per la loro risoluzione, consentendo all’adolescente la scoperta e la sperimentazione delle proprie risorse (Lancini, 2012). Lo sportello, inserito in un simile contesto, rappresenta a tutti gli effetti un’importante occasione per i ragazzi di potersi relazionare con un adulto, uno Psicologo, capace di ascoltarli e comprendere i loro bisogni ed esigenze, senza mettere in campo il giudizio. Tra le problematiche più diffuse che gli studenti portano allo Sportello di Ascolto ci sono difficoltà legate al mondo:

  • della scuola, come ad esempio l’insuccesso, la dispersione scolastica, il bullismo;
  • della famiglia, ad esempio la separazione dei genitori, le liti con fratelli/sorelle;
  • dei pari, ad esempio la nascita e la gestione di nuove e vecchie amicizie, i primi amori, le incomprensioni tra amici, l’esclusione dal gruppo;
  • dell’identità e della pubertà, la difficoltà nel rapportarsi con il proprio corpo che cambia, la ricerca di sensazioni forti (Hendry, Kloep, 2003).

Lo Sportello Psicologico si configura come un’attività di colloquio individuale (talvolta di piccoli gruppetti), di counselling, il cui fine è quello di individuare le aree problematiche e le possibili soluzioni. Si tratta di un’occasione importante per incontrare la figura dello Psicologo e poter poi, nei casi più complessi, accedere ad un percorso di tipo Psicoterapeutico esterno. Lo Sportello Scolastico si basa essenzialmente su tre o quattro colloqui, a seconda della della situazione, condotti utilizzando l’ascolto attivo, la comprensione, l’empatia e l’accettazione dell’altro. In questo modo è possibile rendere ogni studente protagonista del suo percorso di crescita, stimolandolo attivamente, in modo da poter “imparare a imparare” e facilitandolo nell’acquisizione della sua autonomia e della sua indipendenza. Durante gli incontri possono venire impiegate strategie diverse che favoriscono e agevolano il dialogo: il disegno, il collage, i film e la musica, possono essere solo alcuni esempi di tecniche utilizzate per creare un terreno da cui far partire la discussione.
Talvolta lo Sportello diventa un “contenitore” dove gli studenti possono “mettere” quelle emozioni, ansie e paure, che influenzano negativamente la loro quotidianità, e in cui poterle “trasformare” in risorse positive da utilizzare in maniera funzionale a scuola, ma anche fuori.
Oggi tutto accade in fretta, a volte troppo, gli adolescenti hanno allora bisogno di uno “specchio” in cui potersi riflettere; tale specchio è lo sguardo degli adulti e dei coetanei, attraverso cui possono intercettare chi sono e cosa stanno diventando. Non è di fatto un caso come lo “specchio”, pensiamo anche allo schermo del cellulare, sia oggi un compagno inseparabile per l’adolescente. (Bertetti, 2018).
L’adulto può diventare questo specchio per rimandare all’adolescente chi è e come sta crescendo, lo aiuta a fermarsi a riflettere su di sé. Importante è accogliere la persona, il suo contesto, sospendendo il giudizio, affinché possa sentirsi veramente accettata e accolta, al fine di costruire una buona alleanza terapeutica e una buona relazione, all’interno della quale possono avvenire i veri cambiamenti.
Lo Sportello Scolastico ambisce a prevenire e/o fronteggiare l’insorgenza di difficoltà scolastiche (disturbi dell’apprendimento, disturbi del comportamento e della condotta, ecc), emotive (stress, ansia, ecc) e di altra natura.
Il colloquio è protetto dal segreto professionale e viene condotto in uno spazio sicuro, empatico e non giudicante. Solitamente è molto funzionale, per la creazione dell’alleanza terapeutica, esplicitare in maniera chiara che lo Psicologo è tenuto al segreto, salvo venire a conoscenza di fatti o situazioni che potrebbero mettere a rischio la vita stessa del ragazzo. Tale verbalizzazione fa sentire l’altro sicuro di potersi fidare e non “tradito” dal professionista, qualora si dovesse trovare nella condizione di dover rivelare quanto emerso durante i colloqui.
Questa cornice offre ai ragazzi la possibilità di esprimere e dar voce alle difficoltà in un contesto a loro familiare, quale la scuola. Come spesso accade, dallo spazio dello sportello scolastico possono aprirsi “porte” verso le famiglie, le quali vengono, talvolta, chiamate proprio per sostenere e accompagnare i momenti di difficoltà dei loro ragazzi.
Come emerge da quanto scritto, allo Sportello si svolgono attività di prevenzione, informazione, sostegno e consulenza, rivolte a tutte le componenti scolastiche, non solo agli alunni. Vi si possono indirizzare anche tutti quei genitori che si trovano in difficoltà con la gestione dei cambiamenti legati alla crescita dei loro figli e quegli insegnanti che vogliono riflettere sulla gestione del rapporto con uno o più studenti.
Durante i colloqui si lavora essenzialmente sul qui ed ora, non si va volutamente ad interpretare il passato, ma si cerca di stare sul presente e andare verso il futuro desiderato dall’adolescente. Lo Sportello d’Ascolto si pone a tutti gli effetti come un servizio di promozione della salute, intesa come benessere fisico, psichico e socio-relazionale. Per concludere, all’interno di esso si perseguono obiettivi come:

  • incrementare l’autostima e il senso di efficacia personale;
  • stimolare e favorire le abilità pro-sociali;
  • aumentare l’autonomia personale e il senso di responsabilità delle proprie scelte;
  • aumentare le capacità relazionali e affettive che favoriscono una buona costruzione dell’identità;
  • fornire agli studenti uno spazio per riflettere e cercare alternative, attivare risorse, utilizzare strumenti validi per la soluzione di problemi e per prevenire e gestire eventuali difficoltà scolastiche;
  • realizzare interventi di promozione e prevenzione della salute e del benessere psicologico nelle classi, creando spazi di comunicazione e ascolto, per studenti e docenti;
  • fornire una rete informativa e di sostegno sulle difficoltà comportamentali e di apprendimento degli alunni;
  • individuare le strategie di intervento più adeguate alla gestione del singolo e del gruppo classe;
  • accompagnare e sostenere insegnanti e genitori nella relazione con i ragazzi in situazioni di difficoltà e fornire un supporto per gestire la loro relazione.

BIBLIOGRAFIA
Bertetti B., (2018) Adolescenti Consapevoli. La mindfulness per superare con resilienza le sfide della crescita. FrancoAngeli
Decreto Legislativo 30-06-2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”: http://www.camera.it/parlam/leggi/deleghe/03196dl.htm
Lancini M., (2014). “Ascolto a scuola. La consultazione con l’adolescente”. Milano: FrancoAngeli.
Legge 28-08-1997, n. 285 “Disposizioni per la promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”: http://www.camera.it/parlam/leggi/97285l.htm
Legge 26-06-1990, n. 106: “Attività di educazione alla salute”: http://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1990/06/26/090G0197/sg
Serra M., (2016). Gli sdraiati. Roma: La Feltrinelli.
Taransaud D., (2014). Tu pensi che io sia cattivo. Strategie pratiche per lavorare con adolescenti aggressivi e ribelli. Milano: FrancoAngeli

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