Le emozioni – 1^ tappa

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Le emozioni – 1^ tappa

In questo periodo difficile su molteplici fronti, noi adulti ci troviamo ad avere molto più a che fare con il nostro mondo interno, fatto di pensieri, sensazioni ed emozioni. Queste sensazioni non si sperimentano solo da adulti, ma anche il mondo interno dei nostri bambini si colora di emozioni e pensieri che spesso non sono indifferenti alla situazione odierna.

Ma cosa succede davvero?

I pensieri diventano più confusi, le emozioni talvolta incontrollabili e le sensazioni provate troppo faticose da sopportare. Solitamente queste emozioni e pensieri vengono comunicati dal bambino attraverso il corpo, con la manifestazione del mal di pancia prima di andare a scuola o con pianti improvvisi; può comunicare il suo stato interno anche attraverso le parole e i comportamenti, dando calci e pugni o isolandosi.

È importante saper gestire, come genitori, le difficoltà emotive insieme ai propri bambini; per farlo però è necessario partire da noi adulti, solo successivamente possiamo aiutare a regolare le emozioni dei nostri bambini.

Riconosco le mie emozioni

Le emozioni – 1^ tappa

Parliamo di competenza emotiva, ovvero l’insieme delle abilità necessarie per essere e sentirsi efficace negli scambi relazionali che suscitano emozioni, sono ad esempio le espressioni, il riconoscimento e la gestione.

Sentire che si è in grado di ascoltare e soprattutto di accettare le proprie emozioni è il primo passo per poter entrare in relazione con le emozioni dei bambini. Saper esprimere come ci si sente, riconoscere e dare significato alle proprie emozioni e a quelle degli altri, saperle gestire sono aspetti essenziali per poter sintonizzarsi sugli stati interni dei nostri bambini.

Siamo gli allenatori emotivi dei nostri bambini

Le emozioni – 1^ tappa

Come avviene la sintonizzazione con il bambino? Facciamo un esempio…

  • Il bambino piange,
  • Io genitore (o adulto) riconosco il suo disagio che può tradursi in paura, dolore, rabbia o tristezza;
  • Trovo il modo per rispondere al suo bisogno, senza negarlo, quindi non dirò al piccolo “Su, su non piangere, non è niente”, in questo modo negherei il suo bisogno;
  • Il bambino lentamente si calmerà perché siamo riusciti a sintonizzarci con il suo mondo interno e avrà avuto modo di sperimentare un adulto capace di contenere le sue emozioni.

Chi pilota l’aereo?

Siamo noi adulti a dover “pilotare l’aereo”, non i nostri figli! Fin da piccoli dobbiamo accompagnarli ad esplorare il loro mondo emotivo.

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