LA CARENZA AFFETTIVA

Tra gli anni Quaranta e gli anni Sessanta del secolo scorso, la carenza affettiva è stata oggetto di importanti ricerche. I lavori di Spitz, di A. Freud e di Bowlby ne testimoniano il grande interesse. Attualmente, la nozione di cure materne carenti conserva una notevole rilevanza ma all’interno di una prospettiva differente ovvero quella delle famiglie che non riescono a dare ai loro figli le giuste stimolazioni necessarie ad una crescita sana.

DEFINIZIONI

E’ impossibile definire la carenza affettiva in modo univoco poiché tre sono le dimensioni da tenere in mente nell’interazione madre-bambino:

  • insufficienza dell’interazione (assenza della madre o del sostituto materno);
  • discontinuità dei legami;
  • distorsione della qualità del legame (madre caotica o imprevedibile).

PRIMA DIMENSIONE: INSUFFICIENZA DELL’INTERAZIONE

Spitz ha paragonato lo sviluppo psicoaffettivo di due popolazioni di bambini: i figli di donne detenute in un carcere che ricevevano quotidianamente le cure materne e i bambini affidati ad alcuni brefotrofi che ricevevano cure igieniche quotidiane ma non contatti dotati di calore umano. In entrambi i casi i bambini venivano adeguatamente nutriti ma, nel secondo gruppo, nonostante la presenza di infermiere formate per assistere i neonati, i bambini presentavano uno stato clinico preoccupante. Il 37,3% di essi morì, difatti, entro il secondo anno di vita.
Il bambino, quindi, non ha bisogno solo di cure materiali ma necessita di un forte legame affettivo con la madre (o la persona che lo accudisce regolarmente).

SECONDA DIMENSIONE: DISCONTINUITA’ DEI LEGAMI

Bowlby ha riconosciuto l’importanza della figura materna (o di un suo sostituto) per il benessere del bambino. La prova della presenza di un legame di attaccamento si evince proprio durante la separazione del bambino dalla madre ma l’evoluzione del legame e della crescita psicofisica del bimbo dipendono non solo dalla risposta del piccolo al momento della separazione ma anche dalla durata della separazione. Quando la carenza è grave e prolungata si possono manifestare effetti negativi sulla personalità e sui processi intellettivi del bambino in modo persistente.

TERZA DIMENSIONE: DISTORSIONE DELLA QUALITA’ DEL LEGAME

Se l’assenza della relazione o la separazione dalla figura di riferimento hanno effetti oggigiorno conosciuti, l’attenzione dei professionisti della salute psicofisica si rivolge alle famiglie in condizioni socio-economiche disagiate. Quando un bambino manifesta segni di trascuratezza o di maltrattamento, è opportuno osservare quali sono le caratteristiche della famiglia.

Fattori di rischio:

  • Esperienza di violenza, abbandono ed istituzionalizzazione;
  • Status socio-economico (reddito insufficiente, lavoro precario, instabilità della coppia);
  • Rete sociale limitata o non presente;
  • Patologia psichica in almeno uno dei componenti della famiglia;
  • Problematiche giudiziarie

IN CONCLUSIONE

L’infanzia è un periodo di vita fondamentale per lo sviluppo della personalità adulta, occorrono infatti esperienze positive capaci di garantire stabilità e al tempo stesso “libertà” per ridurre o scongiurare gli effetti negativi delle prime interazioni carenti. Ma, in caso di situazioni difficili, è sempre bene farsi aiutare da un professionista che tuteli il bene del bambino e dei genitori. Ogni bambino merita amore e cure attente.

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