Il gioco

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“Il bimbo che non gioca non è un bambino, ma l’adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che era dentro di sé e che gli mancherà molto” Pablo Neruda

Il gioco

Che cos’è il gioco?

Il gioco è uno strumento fondamentale per la crescita e lo sviluppo del bambino. Senza il gioco, infatti, non vi è crescita psicologica nelle sue diverse aree: cognitiva, linguistica, emotiva, sociale e motoria.

Tramite il gioco i bambini:

  • Sviluppano abilità di risoluzione dei problemi e capacità di decisionali
  • Imparano attraverso l’esperienza
  • Esplorano il mondo esterno
  • Creano e rispettano le regole

Il gioco per il bambino è un momento ed uno spazio in cui può esprimersi liberamente e contemporaneamente ritrovare Sé stesso. È quell’esperienza particolare in cui il mondo interno si incontra con il mondo esterno ed è per questo che il “giocare” può essere considerato come il mezzo principale di conoscenza, di crescita e di sviluppo del bambino.

Osservando i bambini giocare spontaneamente possiamo cogliere aspetti della loro vita interiore che altrimenti potrebbero rimanere nascosti nella quotidianità. La modalità più naturale che il bambino possiede per manifestare il suo ricchissimo mondo interno è tramite, appunto, il gioco.

Le molteplici finalità e funzioni del gioco

Il gioco, come detto precedentemente, è il mezzo principale per la libertà di espressione sia per il  bambino sia per chi ne fa uso, non si è mai troppo grandi per giocare! Può essere definito come un’azione volontaria entro certi limiti specifici di tempo e di spazio e non necessariamente deve avere un fine o un obiettivo specifico di performance, ma può essere un’attività fine a sé stessa. È basato sulla creazione, definizione e rispetto delle regole che caratterizzano il gioco stesso, sempre accompagnato da un senso di gioia, di divertimento, di libertà e di impegno assoluto. La fantasia è una componente fondamentale del gioco in quanto consente di abituare la persona a guardare la realtà con occhi diversi e simulare differenti situazioni e scenari, la premessa principale per tutto ciò è avere una condizione mentale attiva.

Il gioco, oltre che individuale e diretto dal singolo giocatore, può essere cooperativo all’interno di un gruppo ed è utile, soprattutto, per costituire lo spirito di squadra, collaborare e insegnare a mettersi alla prova in diverse situazioni. Attraverso il gioco il bambino può acquisire la consapevolezza di essere al di fuori della vita ordinaria, si rende conto che le regole del gioco possono essere diverse dalle regole della vita quotidiana.

Il gioco permette al bambino di imparare e crescere con gioia e divertimento. L’attività del gioco è considerata un’esperienza multi sensoriale che accompagna il bambino in un mondo fantastico verso la scoperta e l’esplorazione di una nuova conoscenza.

Il bambino trae piacere, appunto, dal gioco perché gli permette di mettere in atto le proprie capacità e di acquisire nuove abilità, consentendo, inoltre, il confronto/la vicinanza con l’altro e facilitando l’interazione sociale.

L’azione del giocare potrebbe essere paragonata a un viaggio in cui ci si può perdere nel nulla, sapendo sempre che si può ritornare indietro.

Le tipologie di gioco

Esistono diverse tipologie di giochi che il bambino può utilizzare durante il suo percorso di crescita:

  • Gioco individuale: significa che il bambino è capace di orientare la propria attenzione e regolare le proprie emozioni.
  • Gioco verbale: tutto ciò che include la comunicazione linguistica e verbale, anche ad esempio la semplice produzione di suoni per i più piccoli.
  • Gioco esplorativo: esplorazione del mondo esterno per acquisire conoscenza degli oggetti intorno a sé.
  • Gioco fisico: tutto ciò che riguarda il corpo e il movimento ad esempio tramite salti,  giravolte, corse ed inseguimenti.
  • Gioco costruttivo: come ad esempio la produzione di una sua immagine mentale nella realtà (costruzione con i lego, disegno).
  • Gioco di finzione: utilizza un oggetto al posto di un altro, assume ruoli diversi ed il tempo e lo spazio vengono modificati.
  • Gioco sociale: esercita l’attenzione alle esigenze reciproche, allena la collaborazione e aiuta a prendere decisioni consensuali.
  • Gioco all’aperto: permette di esercitare il corpo e allenare le emozioni.

Quali sono gli elementi di cui si compone il gioco?

Il gioco

Il gioco non è mai fine a sé stesso, è caratterizzato da molteplici aspetti e scaturisce sensazioni e componenti emotive sofisticate.

  • Piacevolezza, porta con sé effetti positivi sull’emotività;
  • Spontaneità, determina la volontà con cui il bambino intraprende un’azione ludica;
  • Stacco, in quanto può rappresentare un’evasione dalla realtà;
  • Tranquillità, quando il bambino avverte l’inesistenza di ulteriori azioni di primaria importanza;
  • Regolamentazione, poiché ogni gioco contiene regole;
  • Libertà, intesa come libera espressione delle modalità ludiche;
  • Incertezza, insita nell’imprevedibilità dei risultati.

Come si gioca?

Vi sono modalità diversificate su cui può vertere l’attività ludica, può essere:

  • Direttiva, quando l’adulto fornisce le regole e dice al bambino quello che deve fare, fa domande da cui vuole risposte e chiede prestazioni.
  • Libera, quando il gioco è divertente, volontario, flessibile, presenta coinvolgimento attivo del bambino e non ha obiettivi specifici. 
  • Guidata, quando gli adulti avviano il processo di apprendimento (se utilizzato a scopo di apprendimento), vincolano gli obiettivi di apprendimento e sono responsabili di mantenere la concentrazione su questi obiettivi. Il bambino fa le scelte, guida la propria scoperta e decide il percorso e le attività da svolgere.

Consigli pratici per i genitori

  • Preferite giocattoli poco strutturati e pochi stimoli alla volta, facendo attenzione a rispettare il ritmo di gioco del bambino; 
  • 10-15 minuti al giorno di un gioco di qualità con i vostri bambini in cui vi dedicate esclusivamente (se si è troppo stanchi meglio rimandare); 
  • Non abbiate scopi didattici: giocate per il puro piacere di giocare, l’errore è necessario; 
  • L’adulto deve avere un ruolo di regia, ovvero deve saper guidare e strutturare attraverso “domande guida”, ad esempio: “Cosa vuoi costruire? Cosa ti serve?”, non essere intrusivo. Il bambino, in questo modo, impara ad organizzare il gioco in modo sempre più autonomo;
  • Osservare il vostro bambino mentre gioca, guardarlo con occhi a cuore;
  • Dare feedback positivi quando possibile (ad esempio, “quando hai messo tutti i pezzi nella scatola senza lanciarli sei stato proprio bravo”) bilanciare sempre i rinforzi sul fare (“che bravo che sei a far correre le macchinine”) con rinforzi sull’essere (“mi sono diversità a stare con te a giocare”);
  • Usare un linguaggio descrittivo, oppure descrivere verbalmente le emozioni che riconosci in lui mentre gioca o, ancora, descrive dei desideri che si istruiscono. Questa modalità risponde al bisogno di sentirsi visto e approvato, è un’azione di alfabetizzazione emotiva in quanto inizia a modellare il pensiero narrativo del bambino;
  • Garantire anche tempi vuoti per caricare qualcosa di nuovo e per imparare a gestire la frustrazione;
  • Leggere fiabe e filastrocche, ascoltare musica, cantare e danzare perché sono attività ludiche importanti per i bambini;
  • Non è mai troppo tardi per imparare a giocare! Molti adulti, infatti, si trovano in imbarazzo e si sentono irrigiditi quando provano a giocare con i loro bambini.

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