La Plusdotazione

Il bambino plusdotato, rispetto ai pari, mostra o ha le risorse per mostrare, un’abilità sorprendente in un determinato momento e in specifiche aree, considerate di rilievo nella propria cultura di appartenenza (Keating, 2009; Sternberg, 2011; Pfeiffer, 2012).

Più semplicemente è un bambino che si distingue dai pari per un potenziale superiore, manifestato in alcune specifiche aree e in momenti diversi, anticipati, rispetto al target di sviluppo.

Plusdotazione

Lo si riconosce fin da subito un alunno plusdotato?

No, per far emergere le sue capacità e risorse, e raggiungere alti livelli prestazionali, il bambino deve essere correttamente supportato e gli vanno offerte le giuste opportunità.
La mancanza di questi elementi, nei casi più estremi,
può condurre anche ad una perdita del potenziale, o più frequentemente ad un appiattimento, ad atteggiamenti di rinuncia, con conseguente riduzione delle abilità.

Come riconoscere un bambino gifted?

A distinguere spesso un bambino plusdotato, è la grandissima curiosità orientata su più fronti e manifestata con la tendenza continua, rispetto ai coetanei, a porre tante domande, ad esplorazione l’ambiente intorno a sé ed alla incessante ricerca di risposte ai propri interrogativi.

Ha una forte creatività, spesso ha idee strane e bizzarre, affermazioni e azioni fuori dagli schemi, risposte a quesiti e problemi inusuali e a volte addirittura innovativi.
Sono bambini che rispetto ai pari, acquisiscono rapidamente nuove nozioni, riescono a ragionare in modo astratto precocemente (ad esempio a 3 anni mostrano una chiara percezione del tempo), a pensare in modo deduttivo e trarre inferenze da ciò che osservano, possono, per esempio, magari già a 2 anni, osservare dove compare e scompare il sole e si chiedono chi si muove tra terra e sole, amano imparare e arricchire il bagaglio di conoscenze, manipolando le informazioni anche in modo complesso, mostrando ottima memoria e competenze verbali.

Plusdotazione

Dal punto di vista emotivo invece?

Dal punto di vista emotivo e relazionale vivono spesso i sentimenti con grande intensità, esprimendo le proprie opinioni con enfasi e ampio coinvolgimento personale, hanno grande senso dell’umorismo, sono perfezionisti e preferiscono la compagnia e il confronto con gli adulti piuttosto che con i loro coetanei, con cui manifestano il più delle volte sentimenti di noia o disagio.

Tuttavia, non tutti i bambini ad alto potenziale sono uguali, ognuno ha le sue caratteristiche, i suoi punti di forza e le sue aree di miglioramento.

Come si presenta la didattica a scuola per i bambini con alto potenziale?

Il nostro sistema scolastico, basato su una didattica prettamente sequenziale, risulta a volte “stretto” per le menti dei bambini “gifted”.
Ad oggi non vi sono percorsi differenziati per gli studenti plusdotati, come invece avviene nei più avanzati paesi europei, seppur anche a livello normativo il focus sia sul riconoscimento di ogni singola specificità e orientato alla promozione delle potenzialità personali (Zanetti, 2017), dando alla scuola la possibilità di dedicare a questi studenti le attenzioni e gli accorgimenti necessari.
L’idea portata dalla legge 170 è quella di una scuola attiva verso la personalizzazione della didattica che permetta a ciascuno di maturare la propria formazione, in coerenza con le proprie aspettative e speranze.
In chiave inclusiva questo significa programmare dei percorsi di apprendimento atti a valorizzare “le eccellenze” che ogni alunno possiede, utilizzando un approccio intraindividuale piuttosto che interindividuale.