Il bullismo, la rete e la sessualità: l’intervento dello psicologo in classe

Il bullismo, la rete e la sessualità: l’intervento dello psicologo in classe

Il periodo di transizione dalla quinta elementare alla prima media è un momento delicato e di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo del bambino. Per imparare a vivere serenamente, in modo responsabile e consapevole, è bene, quindi, affrontare temi riguardanti la rete, il bullismo e la sessualità, grazie anche all’aiuto della psicologa.

L’intervento della psicologa in classe permette di fermarsi e approfondire alcuni argomenti evolutivamente importanti, sia dal punto di vista psicologico che educativo per studenti, alunni e genitori. La collaborazione e il lavoro di rete risulta, a questo proposito, essenziale per la riuscita dell’intervento su questi temi.

La situazione odierna

A causa della attuale situazione, dettata dalla pandemia odierna, e l’introduzione ormai da un po’ di anni della tecnologia e dei social network, si è rivolti sempre di più verso una nuova socialità. Siamo distanti e per questo viviamo maggiormente attraverso strumenti tecnologici. Il loro utilizzo deve essere però imparato in primis dai genitori per poi insegnarlo agli stessi bambini. È importante conoscere i meccanismi e le regole che stanno dietro a questi strumenti, a volte apparentemente complessi.

Il bullismo, la rete e la sessualità: l’intervento dello psicologo in classe

La società di oggi si differenzia da quella in cui vivevano i nostri genitori. In questo periodo il bisogno del contatto è sempre più diffuso, reso possibile dagli strumenti tecnologici considerati come una specie di “cordone ombelicale virtuale”, ed anche per la costante paura del mondo esterno, percepito come pericoloso.

Se pensiamo alla realtà virtuale e quella reale, ci accorgiamo che i pericoli sono gli stessi! Come ci possiamo perdere in una grande città, ci possiamo perdere nella rete. Come possiamo incontrare persone non buone per strada, possiamo incontrarle anche online.

Per far fronte ai fenomeni virtuali è bene sviluppare delle competenze sociali solide. Un fenomeno virtuale che possiamo citare è sicuramente il Cyberbullismo che nasce nella situazione virtuale, ma si può ripercuotere anche nell’ambiente reale portando con sé emozioni come vergogna e paura.  Il criterio dell’anonimato è ciò che permette al bullo di sentirsi protetto e autorizzato.

Le caratteristiche del bullismo si possono riassumere in:

  • Intrusività del fenomeno.
  • Impatto comunicativo.
  • Elevato numero di persone cui può arrivare il commento o l’immagine.
  • La difficoltà di bloccare in tempi rapidi la diffusione delle immagini.

Il sentirsi escluso dal gruppo, ad esempio di whatsapp, può essere davvero doloroso per i bambini e gli adolescenti. Escludere qualcuno, soprattutto in un periodo evolutivo in cui la socialità è di estrema importanza, può essere considerato come un segnale di poca competenza sociale.

Le indicazioni per la gestione della rete possono riguardare il monitoraggio, la spiegazione delle conseguenze e del funzionamento d’internet (tutto ciò che pubblichiamo rimane in rete) e delle sanzioni cui poi possono andare incontro.

Il bullismo, la rete e la sessualità: l’intervento dello psicologo in classe

Cosa si può fare come genitori?

  • Essere genitori consapevoli.
  • Parlare con chiarezza ai propri figli.
  • Non temere di essere l’adulto e dare delle regole.
  • Mantenere aperto il dialogo.

In merito alla sessualità cosa si può fare?

  • Il silenzio non è mai una scelta giusta.
  • Chiedere al bambino “Tu che idea ti sei fatto riguardo a quest’ argomento?”.
  • Ascoltiamo e osserviamo i nostri figli.
  • Cerco di indagare su alcune temi.
  • Trovare un momento adeguato per parlarne.