EMOZIONI

Cosa sono le emozioni? Potremmo vivere senza? Contribuiscono al nostro benessere o sarebbe meglio non provarle?

Proviamo a pensare queste domande anche in altri termini: quando accade qualcosa che ci spaventa, la paura è un’emozione che può esserci utile? Sarebbe funzionale essere sempre felici, senza vivere momenti di tristezza? Quando una persona ci infastidisce, provare rabbia contribuisce al nostro benessere?

Vediamo, una per una, le tre domande iniziali di questo articolo.

I professionisti di Educando rispondono alla prima domanda partendo innanzitutto dal comprendere che cosa le emozioni non sono.

Le emozioni non sono un fenomeno astratto, poiché hanno diretto impatto sulle nostre vite, come possiamo notare negli esempi precedenti: esse fungono da mediatori tra il nostro organismo e l’ambiente fisico e sociale con il quale interagiamo quotidianamente, come la famiglia, i colleghi, gli alunni e le altre reti sociali e gli altri ambienti in cui viviamo. Quando nostro figlio consegue un successo, proviamo delle emozioni; quando il nostro datore di lavoro ci fa un’osservazione sgradita, proviamo delle emozioni. Essendo sempre legate a persone, oggetti o eventi, esse non equivalgono a costrutti psicologici come l’umore, anche perché esse sono solamente momentanee.

Abbiamo così risposto anche alla seconda domanda: non potremmo vivere senza emozioni, perché ci consentono di valutare l’oggetto o la persona o l’evento che ci fa provare quelle date emozioni, ci permettono di regolare di conseguenza il nostro comportamento e poi di reagire.

Fin dalla nascita possediamo delle emozioni “basilari”, come la paura, la rabbia, il disgusto, la gioia, la tristezza e la sorpresa. Non proviamo mai un’emozione solamente, in quanto esse si combinano tra di loro. Inoltre, crescendo, facciamo nuove esperienze e sviluppiamo nuove emozioni, ad esempio la vergogna o la colpa: a scuola, in classe, sul lavoro compiamo qualche errore, attribuiamo un forte peso al giudizio che riteniamo i nostri compagni o colleghi diano nei nostri confronti.

Qui arriviamo alla nostra ultima domanda: perché le emozioni possono rivelarsi fastidiose ed ostacolanti, mentre in altri momenti possono addirittura stimolarci, spingerci a dare il meglio, a concentrarci? Abbiamo appena visto che le emozioni hanno una duplice valenza, positiva e negativa. Come possono aiutarci ad affrontare le situazioni, allo stesso modo possono rivelarsi tali da impedirci di fronteggiare anche gli eventi quotidiani più semplici. Pensiamo alle situazioni stressanti, quando proviamo ansia o forte paura.

Ma allora cosa possiamo fare in momenti di vulnerabilità come questi?

Noi a Educando offriamo servizi coerenti con le attese, con i dubbi di quanti si rivolgono a noi.

In questo breve articolo possiamo innanzitutto segnalare che le emozioni implicano un’attivazione da parte nostra che si rivela controllabile: ciò significa che possiamo apprendere dei modi per gestire le nostre risposte comportamentali, garantendoci così un adattamento funzionale alla vita di tutti i giorni e riuscendo ad affrontare i nostri problemi.

Quando litighiamo con il partner, è molto semplice farsi prendere da rabbia, irritazione, fastidio, senso di colpa. Lavorare su se stessi significa capire cosa fare per gestire le situazioni che stiamo vivendo, al fine di non peggiorarle.

A Educando vengono trattate quotidianamente queste tematiche: possiamo imparare a rivalutare ogni oggetto, persona o evento, ad esempio trovando il lato positivo in un potenziale ostacolo, come un esame, un compito in classe, dei problemi relazionali; oppure possiamo apprendere come gestire al meglio noi stessi e le nostre reazioni quando siamo nel mezzo di una lite e non riusciamo a controllare la rabbia, finendo per dire o fare cose che mai vorremmo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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